Perché questo Master

Alla fine degli anni ‘90 il quadro normativo concernente la sfera degli enti locali si stava caratterizzando nella direzione di un ente locale che per fronteggiare la crescente complessità  e l’estrema eterogeneità  delle funzioni amministrative realizzate, doveva per forza essere pensato alla stregua di una vera e propria “azienda”, nel senso pieno del termine ad essa assegnato.

Di fronte a quelli che allora sembravano sorgere quali scenari futuri appariva fin da subito evidente che il profilo di coloro che si occupavano di gestione della “res publica” era si caratterizzava per una forte cultura giuridica, imperniata a dare enfasi sulle caratteristiche dei procedimenti amministrativi, ma spesso a prescindere dall’economicità  complessiva implicita nell’azione amministrativa.

Ecco che già  nel 2000, osservando il panorama italiano dei percorsi di alta formazione post universitaria dedicati alla formazione di figure in grado di svolgere funzioni trasversali di coordinamento organizzativo di strutture amministrative, era facile constatare l’assoluta carenza di percorsi ad hoc in grado di supportare i processi di innovazione che stavano interessando il settore pubblico allargato.

Da qui la ragione che ha portato alcuni docenti della Facoltà  di Economia di Forlì a dare avvio ad una prima preliminare attività  di progettazione e poi di lancio di un Master universitario di I livello interamente dedicato al tema del City Management. 

La finalità  principale era quella di creare un primo polo di formazione e ricerca che potesse nel tempo diventare un costante riferimento per il personale delle amministrazioni  locali dove poter allenare e valorizzare quelle “competenze” innovative di stampo aziendale ed economico, ritenute indispensabili ai fini della creazione di valore nei confronti del territorio. Come frutto di tali preventive e dibattute riflessioni nasce l’esplicitazione della nostra “mission”: conoscere, orientare e innovare la Pubblica Amministrazione. Vi è dunque un bisogno primario, ovvero, quello di ”conoscere” al meglio le complesse dinamiche socio-economiche riguardanti il territorio in cui una data amministrazione si trova ad operare nella veste di cabina di regia; vi è poi la necessità  di assumere un ruolo di “orientamento” dei numerosi comportamenti assunti da vari interlocutori sociali che gravitano attorno alla Pubblica Amministrazione; vi è infine un grande fabbisogno di mentalità  atta ad introdurre percorsi virtuosi di “innovazione” finalizzati allo sviluppo economico dei contesti locali e nazionali. Chi intende proporsi come attore proattivo di tali dinamiche non può quindi prescindere dalla necessità  di avviare preventivi processi di conoscenza, dal possedere capacità  di orientamento dei comportamenti e dal dimostrare spiccate attitudini al cambiamento ed alla innovazione.